OLIVI: primo economista della Scolastica

Benozzo Gozzoli, Ritratto di Giovanni Olivi <br />

Benozzo Gozzoli, Ritratto di Giovanni Olivi

Ms. 361. Postilla super Matheum edita a ven. doctore mag. Petro Iohannis sacre theologie mag.

Ms. 361. Postilla super Matheum edita a ven. doctore mag. Petro Iohannis sacre theologie mag.

La possibilità di guadagno e il “valore aggiunto”

La novità del pensiero del teologo francescano Pietro di Giovanni Olivi (1248-1298), detto Doctor Speculativus è importante per la storia del pensiero economico, perché è una delle prime e più significative fonti per delineare le origini dell’economia come scienza. Per accertare l’acutezza del suo pensiero e la modernità della sua visione, basti ricordare due apporti fondamentali: la teoria del capitale e dell’interesse e la teoria del valore economico e del giusto prezzo.

Il frate Giovanni Olivi riconosce l’esistenza di un denaro particolare da lui denominato capitale, dotato di uno speciale seme di lucro capace di generarne altro. In virtù della volontà soggettiva di destinazione - volontà, da parte del proprietario di utilizzarlo - ha in sé la virtuale possibilità di generare un guadagno. Con tale concetto-definizione di ‘capitale’ Giovanni Olivi supera, senza incorrere nella condanna ecclesiastica dell’interesse, la prassi della ‘sterilità del denaro’: in forza del propositum individuale è riconosciuto al capitale un valore distinto e superiore a quello della simplex pecunia (= denaro come puro mezzo di scambio): il valor superadiunctus o l’interesse per il lucro cessante. Sono perciò due le condizioni affinché una somma di denaro o un oggetto rivesta la qualifica di ‘capitale’: la volontà del proprietario e l’investimento.

Il secondo grande contributo dell’Olivi al pensiero economico riguarda il tema delvalore economico e del giusto prezzo. Questo deriva dall’uso che gli uomini fanno dei beni e dall’utilità che ne ricevono: variando l’utilità varia anche il valore (stima soggettiva dell’utilità dei beni). Il valore dei beni si determina rispetto all’uso comune e non a quello personale. Il valore economico passa da un piano soggettivo a uno di analisi collettiva, fondata sul comune uso delle cose. Questo consente di introdurre il concetto dimercato come communitas, luogo in cui avviene l’incontro tra domanda e offerta, e dove si stabilisce concretamente il prezzo delle merci, di solito tenendo conto (il verbo qui adoperato è observare) di queste tre circostanze: la scarsità del prodotto e quindi difficoltà a reperirlo (raritas), le sue qualità intrinseche (virtuositas), la volontà soggettiva e gusto personale dell’acquirente (complacibilitas). Infine, l’Olivi, capovolgendo il principio scolastico che proibiva la vendita del tempo economico, dimostra che il trascorrere del tempo si identifica con lo stesso diritto alla disponibilità del denaro, e questo è economicamente valutabile quando il denaro si trasforma in capitale. Il pagamento anticipato di un debito giustifica la richiesta di uno sconto, poiché il debitore rinuncia al suo diritto di disporre utilmente del denaro per tutto il tempo che era stato pattuito.

OLIVI: primo economista della Scolastica