La grazia del lavoro

Maestro del San Francesco Bardi, Tavola Bardi, Cappella Bardi,<br />
Chiesa di Santa Croce in Firenze, Italia (fine sec. XIII)<br />

Maestro del San Francesco Bardi, Tavola Bardi, Cappella Bardi,

Chiesa di Santa Croce in Firenze, Italia (fine sec. XIII)

Vivere significa contribuire al bene comune

Contro le visioni socio-economiche riduttive che, secondo i casi, tendono a privilegiare l’interesse individuale a scapito della solidarietà con gli altri uomini o - al contrario - a concepire la persona quasi come unità numerica, caratterizzata solo da rapporti sociali di produzione e lavoro, papa Francesco, ispirandosi anche al pensiero socio-economico francescano, nell’enciclica Laudato si’ introduce un paradigma onnicomprensivo, l’ecologia integrale che abbraccia uomo e creato, perché tutto è in relazione: persone, ambiente, lavoro, economia, politica, società, cultura, vita quotidiana, famiglia, bene comune e sguardo sul futuro.

Il motto di san Benedetto ora et labora immette nel circuito del sistema economico europeo ‘due’ azioni distinte, preghiera e lavoro, che avvengono nella stabilitas loci, cioè all’interno del monastero; san Francesco otto secoli più tardi, andando in mezzo alla gente, segna una specie di rivoluzione: pellegrino per il mondo, prega lavorando e lavora pregando. Di qui l’espressione “grazia del lavoro” (Regola bollata, cap. V) perché serve a umanizzare e perfezionare se stessi, il lavoro che si compie e gli altri; apre alla collaborazione, alla relazione e alla fraternità. La concezione del lavoro come grazia, e non più come coercizione, fatica e castigo, significa riconoscerlo come partecipazione all’atto creativo di Dio. Il lavoro va fatto con “fedeltà e devozione”, ed è preghiera: canto dell’operosità di ciascuno con quello di tutte le creature dell’universo è lode al Creatore nella sua magnificenza e misericordia. Insieme al coro degli astri, dell’acqua, del fuoco, della terra, del perdono, della penitenza, della morte, evocato da Francesco nel Cantico, va aggiunto il coro del mondo del lavoro, che liberamente celebra Dio, cooperando ai suoi piani con libertà creativa, intelligenza, professionalità e fatica. Il lavoro è espressione della persona in relazione con il creato, con gli altri e con Dio.

Guardare al mercato come luogo di reciprocità fraterna permette di affermare che la vita economica coinvolge il lavoratore e la sua attività, non solo per il compenso economico, ma anche per il valore intrinseco comunitario che porta con sé. Il pensiero francescano accentua la nozione di bene comune che non riguarda la persona presa nella sua singolarità, ma in quanto è relazione essenziale con l’altro. I francescani, già dalla seconda metà del XIII secolo, pellegrini missionari per l’Italia e l’Europa, solevano ammonire che l’elemosina serve a sopravvivere, ma non a vivere: perché vivere significa produrre i beni necessari alla vita, contribuendo al bene comune, e l’elemosina non aiuta a produrre.

La grazia del lavoro